La professione dell'Assistente alla Poltrona Odontoiatrica

E' sempre al nostro fianco quando ci accomodiamo sulla poltrona del dentista, attenta ai cenni del medico, alle sue richieste, ma anche pronta ad intervenire per una qualunque nostra esigenza, ad aspirare qualcosa dalla nostra bocca, ad elargirci un sorriso in qualche momento difficile. E' l'assistente alla poltrona: professionale, competente, sicura. E' suo il compito di preparare, con precisione quasi maniacale, tutti gli attrezzi che servono al dentista, la salvietta pulita per il paziente, il bicchiere d'acqua per gli sciacqui, la cartella clinica sullo schermo del computer aperta alla pagina giusta, ecc.

Per regola non mette mai le mani in bocca al paziente eppure il suo aiuto è indispensabile all'odontoiatra. Un'assistente alla poltrona competente non può certo trasformare un dentista mediocre in un luminare dell'odontoiatria, però errori od inefficenze dell'assistente possono facilmente oscurare la buona fama di uno studio dentistico.

Ed è per questo motivo che l'assistente alla poltrona non si improvvisa. Il suo lavoro è importante ed estremamente delicato. E' una figura professionale qualificata, che esige studio, competenze ed esperienza. La preparazione richiede impegno, voglia di imparare e motivazione.

 

I consigli per l'Assistente alla Poltrona

Dai nostri docenti, professionisti esperti e competenti, alcune informazioni per le giovani Assistenti:

5000 dentisti curano in base al reddito

Le cure odontoiatriche in Italia sono diventate un autentico lusso. Costi esorbitanti e che molto spesso, le famiglie italiane non possono permettersi, tanto da rinunciarvi.
La crisi economica, i problemi ad arrivare a fine mese e la disoccupazione, portano le famiglie a tagliare le spese superflue, ma anche spese necessarie come lo sono le cure dentistiche.
Tv, rete e media, spesso trattano l’argomento, mettendo la lente di ingrandimento su un altro fenomeno particolare, le cure dentistiche all’estero. Per ovviare al problema degli alti costi delle cure, infatti, molti italiani vanno all’estero, nella ex Jugoslavia o in Albania, per esempio, per farsi curare i denti.
Nonostante le inevitabili spese di viaggio, evidentemente, si risparmia comunque. Le cure dentistiche però, anche in Italia possono essere fatte, a costi contenuti, come dimostra uno studio dentistico di Genoa che fa tornare in auge una vecchia convenzione del 2009.
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I Bambini e il Dentista

Il rapporto tra il bambino e il dentista è, storicamente, un rapporto difficile. Quel signore in camice bianco, magari un po' burbero, che ci obbliga a sederci su quella poltrona enorme, ci immobilizza e poi comincia a manovrare tutti quei terribili strumenti di tortura, non può certo suscitare sentimenti di pace, tranquillità e amicizia...... Senza contare che, al di là dell'apparenza, effettivamente qualche volta, le misteriose cose che ci fa sono sempre fastidiose e qualche volta dolorose.
La presenza della mamma e di quella simpatica signorina vicino a noi, attenua solo parzialmente l'ansia, la paura o il terrore che ci attanagliano in quei momenti.
Allora molti odontoiatri cercano di adottare accorgimenti ed oggetti "giocosi", per distrarre i loro piccoli pazienti, coinvolgerli in attività piacevoli che facciano loro dimenticare, almeno parzialmente, il motivo principale per cui essi sono lì.
Ma al di là di strumenti e giochi è sempre l'atteggiamento ed il comportamento del dentista e della sua assistente che possono disinnescare i momenti di panico dei bambini e rendere la loro esperienza, se non piacevole, almeno accettabile. Ecco allora alcuni semplici accorgimenti che, in particolare l'assistente, dovrebbe adottare con i piccoli pazienti:

  • Occorre essere estremamente delicati nel rapporto con i bambini, evitare l'uso di parole ansiogene (es.: male, paura, dolore, ecc.)
  • Preferire il contatto e il rapporto diretto con il bambino, sarebbe meglio che i genitori stessero fuori dalla Unità Operativa
  • Far si che i bimbi familiarizzino con gli strumenti (se possibile fargli toccare gli attrezzi), ma evitare di fargli vedere oggetti che possono essere fonte di paura.
  • Usare termini buffi (la luce dei Puffi, il dentifricio di Hulk...)
  • Rendere la seduta giocosa, ma rispettare la natura del bambino, se è timido evitare di farlo parlare ad ogni costo, e se sembra tranquillo rinforzare questo suo atteggiamento parlando di argomenti diversi dai suoi denti.
  • Approvare i suoi sforzi e complimentarsi con il bambino.
  • Occorre cercare di costruire il rapporto PRIMA che il piccolo paziente provi dolore o disagio.
  • Evitare l'uso del termine "NON". E' sbagliato dire "NON ti preoccupare, NON ti farà male". Altrimenti si attira l'attenzione del bambino proprio sul concetto che si vuole evitare. Se mi sento dire "non ti preoccupare" significa che ci sono motivi per preoccuparmi e se mi dicono "non ti farà male" vuol dire che ora mi faranno qualcosa che potrebbe farmi male.

Il Bruxismo

Vi capita di svegliarvi di notte con un leggero dolore alla mascella? Succede qualche volta che vi svegliate al mattino con male al collo o alla testa? I vostri denti mostrano degli strani graffi sullo smalto?
Allora forse siete affetti da "bruxismo".
Non una misteriosa malattia senza speranza, ma un fastidioso disturbo provocato dall'inconsapevole digrignare i denti durante la notte. Niente di terribile, ma forse è meglio cercare di saperne qualcosa di più:
www.my-personaltrainer.it/benessere/bruxismo.html
wikipedia.org/wiki/Bruxismo

Il Telefono

Il livello di qualità di uno studio odontoiatrico, percepito da un paziente, è basato fondamentalmente sulla competenza professionale e sull’esperienza dell’odontoiatra, ma non solo.
Parafrasando un concetto espresso in altri ambiti potremo dire che “la brava assistente non trasforma un dentista mediocre in un bravo dentista, ma una cattiva assistente può rovinare la reputazione di un bravo dentista”. E’ un aspetto estremamente delicato perché generalmente il paziente ha il primo contatto con lo studio proprio attraverso l’assistente e da questo si fa l’idea di come lavoriamo e della nostra professionalità.
Inoltre molti contatti con lo studio avvengono tramite il telefono.
Ecco allora che il comportamento dell’assistente al telefono diventa di fondamentale importanza per far percepire al paziente la qualità e la professionalità dello studio.
Vediamo allora alcuni accorgimenti per una efficace gestione delle comunicazioni telefoniche con i pazienti.
1) Bisogna sempre essere estremamente gentili e cortesi. Anche con pazienti irritati, nervosi o scortesi!
2) Nel fissare un appuntamento è preferibile decidere noi quando fissarlo e non dare troppo potere di scelta al paziente, pur rispettando, quando possibile, le sue esigenze.
3) Anche al telefono bisogna essere professionali e sorridere perché dà una prima impressione di gentilezza. Alcuni si stupiscono al pensiero di sorridere al telefono eppure è proprio così, noi siamo generalmente in grado di accorgerci se il nostro interlocutore telefonico sta sorridendo mentre parla con noi, anche se in quel momento non lo vediamo in volto, e quindi inconsciamente siamo portati ad una maggiore empatia verso chi ci sorride al telefono.
4) Preparare una formula di risposta professionale, ma non troppo impersonale ad esempio: “Buongiorno, Studio Dentistico XY, sono ..., come posso aiutarla?”
5) Nel limite del possibile evitare di fare attendere troppo il chiamante, sarebbe bene riuscire a rispondere entro il 3º squillo.
6) Se non conosciamo il paziente, ad esempio perché appena assunte, ed il paziente chiede di fare una visita, non è corretto dire “Lei è un nuovo paziente?”. Meglio “Quando è venuto da noi l’ultima volta?”. Se non è mai venuto ce lo dirà, se invece è un nostro paziente da tempo, almeno lo sapremo subito senza fare gaffe.
7) Possibilmente mentre parliamo con il paziente, digitiamone il nome che ci dice al computer (software gestionale dello Studio), apparirà la sua cartella con tutti i dati e sapremo quali terapie sta facendo o ha fatto in passato. E’ una grande manifestazione di professionalità, nel corso della telefonata stessa, riuscire a far capire al paziente che conosciamo bene la sua situazione, cosa ha fatto e cosa deve fare.
8) Meglio non passare con facilità telefonate al dottore, molto spesso si tratta di rappresentanti, persone che chiedono contributi di beneficenza, assicuratori, gestori di telefonia... che fanno perdere tempo. Dire a queste persone di lasciar detto e che eventualmente il dottore richiamerà se interessato. I fornitori devono prendere un appuntamento (se il dentista è interessato) non possono interrompere il lavoro del dottore. Inoltre lunghe conversazioni al telefono con fornitori o rappresentanti possono fare in modo che il paziente che chiama in quel momento trovi occupato, con frustrazione ed irritazione.
9) Diverso naturalmente il caso del paziente che chiama per un problema dentale urgente (es. frattura dentale, faccia gonfia, problemi dopo intervento chirurgico, ascesso, mal di denti forte, soprattutto per i bambini). In tal caso sta all’assistente capire cosa è urgente e cosa no. Fare domande al paziente per capirlo: “Da quanto ha male?”, “Ha dormito questa notte?”, “Ha preso antidolorifici?”... Se effettivamente si tratta di un’urgenza dentale, cercare di mettere il paziente in agenda il più presto possibile (in giornata?).
10) Fare una telefonata dopo qualche ora a chi ha fatto interventi complessi per sapere se va tutto bene, se sta prendendo i farmaci come consigliato, se ha avuto complicanze. Questo dimostra la volontà e la capacità dello studio di prendersi cura del paziente anche quando è già stato svolto il lavoro stabilito.
11) Ci sono persone che chiamano per avere informazioni sulle tariffe (il preventivo...). Possibilmente è meglio non comunicarle, ma precisare che bisogna prima fare una visita per avere un piano di trattamento preciso ed un preventivo accurato. Se il cliente insiste, con l’autorizzazione del dentista, indicare un range, da ... a ...

Denti guasti? Occhio al cuore
(da: http://bracca82.myblog.it)

Sembra ci sia una stretta correlazione tra i problemi ai denti e le malattie del cuore e della circolazione.
Chi presenta una maggiore perdita di osso alveolare (l’osso della mascella in cui affondano i denti), ha un rischio di 6,6 volte superiore di andare incontro a infarto e ictus rispetto a chi ha una bocca sana. Questa correlazione è più significativa nelle persone più giovani, con meno di 60 anni.
Chi, a un’età media di 65 anni, presenta danni all’osso della mascella importanti, in genere non si cura molto.
Danni ai denti di questo tipo sono spesso imputabili a una scarsa cura e igiene dei denti. Probabilmente queste persone prestano poca attenzione anche al proprio stile di vita. Si tratterebbe di persone sedentarie, che non rinunciano al fumo, non disdegnano la cucina grassa e calorica, dedicano poco tempo alla prevenzione e difficilmente si sottopongono a controlli medici. Tutti fattori che possono favorire la comparsa di malattie cardiovascolari come infarto e ictus.

Ma il rapporto che lega i problemi dei denti con quelli al cuore potrebbe essere anche più diretto. La bocca rappresenta una porta di ingresso per moltissimi germi. Se ci sono infezioni in bocca, i microrganismi che le provocano possono facilmente diffondersi a tutto l’organismo e in particolare al cuore. I microbi della bocca possono causare infezioni del rivestimento interno del cuore. Il pericolo riguarda soprattutto coloro che presentano difetti alle valvole cardiache (come il prolasso della valvola mitralica o difetti più seri), perché i germi si localizzano proprio sulle valvole, trasformando una banale infezione della bocca in una malattia molto più seria, l’endocardite, che può mettere a rischio la vita del malato. Non si può poi escludere che i microrganismi che penetrano dalla bocca all’organismo possano innestare un processo infiammatorio che danneggia le arterie e che favorisce la deposizione di placche aterosclerotiche, aumentando il rischio cardiovascolare.

Un altro aspetto importante che lega direttamente la salute di cuore e bocca è quello del dolore. Il mal di denti è uno dei dolori più forti e intensi e da tempo si sa che tutti gli stimoli dolorosi particolarmente forti possono provocare un restringimento dei vasi sanguigni in generale e delle coronarie in particolare. Questo comporta una riduzione del normale afflusso di sangue al cuore. La vasocostrizione porta a un aumento della pressione sanguigna e può aumentare il rischio di danni al cuore. È necessario prevenire infezioni e problemi ai denti che possono causare dolori intensi, specie se si hanno fattori di rischio per le malattie cardiovascolari.
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Il ruolo psicologico dell'Assistente alla Poltrona odontoiatrica

Il ruolo dell'Assistente alla Poltrona non si limita solo al "passare i ferri" necessari al dentista, oppure nel preparare l'attrezzatura prima della seduta e nel riordino al termine. Spesso l'assistente del dentista deve interagire con pazienti seriamente preoccupati o addirittura angosciati per la seduta che stanno per affrontare.

In queste situazioni l'assistente ha un ruolo fondamentale nel trasmettere sensazioni di serenità e sicurezza. Tentare di negare i possibili problemi di fronte al paziente o minimizzarli con decisione è spesso controproducente: il paziente perde la fiducia nell'assistente ed il contatto umano si interrompe.

E' senz'altro consigliabile invece, affrontare l'argomento col paziente, parlando delle preoccupazioni che lo turbano, cercando di aiutarlo a contenere l'ansia, rassicurandolo e ricordando, ad esempio, i benefici del trattamento che sta per affrontare, evidenziandone il decorso positivo e la durata nel tempo, contrapponendo gli importanti vantaggi ai pochi minuti di disagio o dolore che dovrà sopportare ed in ogni caso cercando di riportare i suoi timori nel giusto ambito di ragionevolezza e razionalità.

Può essere utile, inoltre, ricordargli che ha sempre la possibilità di segnalare al dentista i momenti di disagio o dolore e che egli farà il possibile per ridurre al minimo questi istanti.

In questo contesto si evidenziano le doti relazionali e psicologiche che l'assistente alla poltrona deve possedere, in aggiunta alle capacità tecniche ed organizzative proprie della professione.

Cattive abitudini alimentari

Il cibo e le nostre abitudini alimentari sono tra i più importanti fattori della nostra salute o, in negativo, tra le prime cause dei nostri problemi. Ma questo è vero non solo relativamente al nostro apparato digerente, al nostro fegato, all'intestino, ecc., ma anche relativamente alla nostra bocca e ai nostri denti.

Le cattive abitudini alimentari, ossia i frequenti spuntini, o l'eccessivo consumo di cibi dolci, abbinate ad una insufficiente igiene orale aumentano il rischio di carie. Gli zuccheri semplici e quelli più appiccicosi sono i più cariogeni. La frequenza elevata di assunzione di zuccheri mantiene un pH della bocca acido, e la demineralizzazione continua.

Una carie iniziale che interessa solo lo smalto è spesso totalmente asintomatica. Una volta giunta alla dentina si diffonderà molto più rapidamente perché di tratta di un tessuto meno calcificato. Solo quando si diffonde alla dentina e giunge in prossimità della polpa compaiono i primi sintomi. Questi sono provocati da stimoli fisici (freddo e caldo) e chimici (zuccheri, acidi).

I batteri che causano la carie producono, poi, enzimi e sostanze tossiche che si diffondono attraverso i tubuli della dentina verso la polpa. A questo punto, il dente può anche fare male senza bisogno di alcuno stimolo.

Se la carie non viene rimossa (otturazione), tali sostanze tossiche continueranno a diffondersi. La sintomatologia a questo punto diventa intensa. Il dolore è spesso diffuso a tutta l'emiarcata dentaria, spesso senza possibilità di distinguere il dente dolente; viene aumentato dagli stimoli chimici e fisici e tende ad aumentare di intensità e durata.

In questo stadio la polpa è infiammata (pulpite), aumenta il suo volume per aumento dell'afflusso di sangue e la dilatazione delle arterie. Ora diviene necessaria la cura canalare perché il processo è irreversibile.

Dopo questa fase, il dente di solito non dà più sintomi in quanto la polpa va incontro ad ischemia (cioè insufficiente afflusso di sangue con danni cellulari). L'ischemia, infatti, provoca la necrosi della polpa, ovvero la morte delle cellule. L'infezione tende a diffondersi anche oltre apice ed interessa i tessuti periapicali.

In seguito alla necrosi della polpa, si può verificare una fase di infiammazione acuta (ascesso) o cronica con formazione di una area di infezione attorno alla parte terminale della radice (ascesso periapicale contenente pus, granuloma formato da tessuto infiammatorio, ciste contenente liquido).

La necrosi della polpa può talvolta verificarsi anche senza carie, in occasione ad esempio di traumi.

L'igiene delle mani

Fino a metà del 1800 i medici non sapevano che le loro mani potessero diventare un veicolo di contagio.

Il dott. Semmelweis (ostetrico a Vienna) aveva notato che le sue pazienti contraevano la febbre puerperale, che spesso le portava alla morte, molto più facilmente di quelle ricoverate nel reparto ospedaliero accanto. Capì che i colleghi del suo stesso reparto eseguivano prima le autopsie e poi facevano partorire (cosa che non facevano nel reparto accanto).

Una volta messa una bacinella di soluzione disinfettante all'entrata del reparto, l'incidenza di febbre puerperale scese agli stessi livelli del reparto vicino. Il veicolo erano le mani infettate dallo streptococco.

Le mani sono veicolo di contagio perché contengono batteri nelle pieghe della cute (sono il 10-20% del totale, sono i meno pericolosi, ma sono i più difficili da eliminare) e in una pellicola idrolipidica (fatta da sebo, sudore, sporcizia esterna), che ospita l'80-90% del totale dei batteri, i quali sono i più superficiali e i più facili da eliminare, ma sono anche i più pericolosi per le infezioni crociate.

Meglio lavorare senza anelli, bracciali, orologi. Meglio tenere le unghie corte. Meglio usare una divisa con le maniche corte perché ci permette di disinfettare bene mani ed avambracci.

Rischio chimico e schede di sicurezza

In uno studio odontoiatrico sono normalmente presenti molti prodotti chimici. Alcuni di essi possono rappresentare un pericolo se manipolati senza cura, in caso di versamento o di inalazione.
Si ricordi che tutte le sostanze chimiche presenti in un luogo di lavoro devono essere accompagnate da una SCHEDA DI SICUREZZA in cui vengono elencati tutti i pericoli per la salute dell'uomo e dell'ambiente di un prodotto chimico. In particolare vi sono elencate le componenti, il produttore, i rischi per il trasporto, per l'uomo e per l'ambiente, le indicazioni per lo smaltimento, le avvertenze da seguire in caso di versamento o di incendio, le procedure da seguire in caso di inalazione o ingestione, i limiti di esposizione e le protezioni da indossare per il lavoratore (Dispositivi di Protezione Individuale) che ne entra in contatto.
La struttura della scheda di sicurezza deve essere composta dai seguenti 16 punti obbligatori:

  1. Identificazione della sostanza/preparato e della società/impresa
  2. Identificazione dei pericoli
  3. Composizione/informazioni sugli ingredienti
  4. Misure di primo soccorso
  5. Misure antincendio
  6. Misure in caso di rilascio accidentale
  7. Manipolazione e immagazzinamento
  8. Controllo dell'esposizione/protezione individuale
  9. Proprietà fisiche e chimiche
  10. Stabilità e reattività
  11. Informazioni tossicologiche
  12. Informazioni ecologiche
  13. Considerazioni sullo smaltimento
  14. Informazioni sul trasporto
  15. Informazioni sulla regolamentazione
  16. Altre informazioni
E’ uno dei compiti dell’Assistente alla Poltrona mantenere aggiornate e correttamente catalogate le schede di sicurezza dei prodotti chimici usati nello studio, affinché siano facilmente recuperabili in caso di necessità, sia per un emergenza, che in caso di richiesta da parte degli organi di controllo.
Sarà invece dovere del dentista, responsabile dello studio, fare in modo da minimizzare, per quanto possibile, la presenza di prodotti pericolosi, scegliendo sempre, a parità di funzioni, il prodotto meno rischioso rispetto al più rischioso, compatibilmente con le necessità della propria attività e con quanto la tecnologia o la scienza permettono.

Guida rapida per la sopravvivenza dei nostri denti

(5 consigli veloci per combattere la carie anche fuori casa)

La teoria ormai la conosciamo tutti: lavarsi accuratamente i denti ad ogni pasto, evitare i cibi troppo zuccherini, usare costantemente il filo interdentale, ecc. Ma quando passiamo due terzi della nostra vita fuori casa? Se pranziamo di corsa con il primo panino che ci capita a disposizione? E se dopo i pasti al lavoro a malapena troviamo cinque minuti per rilassarci, altro che spazzolino e dentifricio!
E allora? Cediamo alla carie? Ci facciamo sostituire tutti i denti con una mega-protesi in acciaio temperato? Facciamo un abbonamento settimanale con lo studio dentistico e non ci pensiamo più?

No! Fermi!
Qualcosa possiamo comunque cercare di fare, anche fuori casa, se non proprio per la salute almeno per la sopravvivenza dei nostri poveri denti.

5 accorgimenti semplici ed efficaci almeno per "salvare il salvabile"...

1) Limitiamo il numero di pasti
Cerchiamo di limitarci a quattro pasti al giorno: colazione, pranzo, merenda e cena. Non spizzichiamo tra un pasto e l'altro. Se passiamo la giornata mangiando, faciliteremo la formazione delle carie.

2) Mastichiamo bene il cibo
Masticando bene il cibo, ridurremo la possibilità che s'incastrino i residui tra i denti. Inoltre in questo modo stimoleremo la salivazione e la saliva contiene sostanze antibatteriche e stimola il riequilibrio del pH orale alcalinizzandolo. Così renderemo la vita un po' più difficile alla carie.

3) Sciacquiamo la bocca
Lo sappiamo: sarebbe bene dopo ogni pasto spazzolare i denti. Ma se proprio non è possibile? Rinunciamo? Ma no! Anche solo risciacquare con cura la bocca può aiutare ad eliminare residui di cibo e ad allontanare le sostanze acide.

4) Il chewing-gum
Naturalmente non sostituiscono lo spazzolino, ma in un'ottica di "sopravvivenza" anche le gomme da masticare possono comunque avere una certa utilità nella prevenzione della carie. Da preferire quelle contenenti sostanze protettive come il fluoro o lo xilitolo (che numerosi studi, hanno confermato, in grado di inibire efficacemente la formazione di alcuni microrganismi responsabili della formazione della carie), ovviamente da evitare tutte quelle contenenti zucchero.

5) La scelta dei cibi
Se sappiamo di non poterci lavare i denti dubito dopo, è meglio evitare gli alimenti zuccherini che tendono ad attaccarsi ai denti, in particolare quelli appiccicosi come il caramello, perche' rimangono più a lungo all'interno del cavo orale esponendo i denti all'attacco degli acidi. Naturalmente dovremmo evitare anche caramelle e cioccolatini, veri e propri lasciapassare per gli agenti cariogeni.

guida rapida alla sopravvivenza dei nostri denti

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Assistente alla Poltrona: le testimonianze di alcune nostre allieve

Arianna

Assistente alla Poltrona Arianna

Anni fa mi sono iscritta al corso di assistente alla poltrona perchè consigliato da una mia cara amica, che è un’assistente, e che aveva frequentato lo stesso corso in precedenza. Gli argomenti trattati sono molto interessanti, approfonditi e presentati con la massima chiarezza. Il corso è ben strutturato, parte teorica e parte pratico/teorica. Una volta sostenuto l’esame finale ho subito trovato lavoro presso uno studio dentistico. Continuo ad essere felice di aver preso questa scelta.

Monica Perono

Assistente alla Poltrona Monica Perono

Ho 19 anni e ho deciso di frequentare il corso di assistente alla poltrona odontoiatrica poiché mi sembrava un’ottima opportunità lavorativa per il mio futuro. Questo corso mi é stato suggerito da una mia amica, nonché ex allieva della Scuola, la quale ha riscosso un giudizio pienamente positivo. Gli argomenti trattati durante questo corso sono stati esaudienti, ben approfonditi, dettagliati e molto vasti: dai compiti generali a quelli specifici dell’assistente, alla struttura di uno studio dentistico, alla professionalità, all’accoglienza dei pazienti, all’anatomia dentale; fino alla conoscenza di ogni singolo strumento lavorativo; alla consapevolezza dei molteplici rischi infettivi a cui viene esposta un’assistente odontoiatrica… e molto altro! Questo corso mi ha offerto un’importante opportunità lavorativa: nonostante la mia giovane età sono stata assunta in uno studio dentistico in cui giorno per giorno si continua ad imparare e apprendere cose nuove. L’assistante alla poltrona odontoiatrica é un ruolo tanto impegnativo quanto fondamentale per il buon andamento di ogni studio dentistico; é un lavoro senza dubbi soddisfacente. Sono orgogliosa di aver intrapreso questo percorso, lo rifarei mille volte ancora!

Martina Battisti

Assistente alla Poltrona Martina Battisti

Ho iniziato questo corso a novembre 2014 con la voglia di imparare e di capire un mestiere. Questo corso per assistente alla poltrona dentistica dà la possibilità di mettersi in gioco, stimola curiosità e impegno. La possibilità di alternare lezioni teoriche e pratiche in uno studio dentistico è il giusto compromesso per mettere in pratica le conoscenze acquisite e provare ad assistere direttamente alla poltrona, supportata e seguita in ogni momento dalla dottoressa nostra docente. A conclusione di queste lezioni posso ritenermi di gran lunga soddisfatta, ma credo che per avere la possibilità di essere contattati (e la scuola mi ha offerto questa opportunità) bisogna studiare, seguire i consigli e avere voglia di imparare per diventare un’assistente alla poltrona che faccia la differenza.

Sara Cenollari

Assistente alla Poltrona Sara Cenollari

Ho deciso di iniziare questo corso perchè il ruolo dell’assistente alla poltrona mi ha sempre incuriosita. Durante il mio percorso di frequenza al corso questa mia curiosità si è sempre più riconfermata e ho trovato interessante l’associazione della teoria alla pratica perchè mi ha permesso di comprendere tutto in maniera più semplice. E’ stato molto bello e interessante poter passare del tempo in studio con i pazienti per realizzare effettivamente il ruolo dell’APO.

Veronica Ceglie

Assistente alla Poltrona Veronica Ceglie

Ho deciso di frequentare il corso di assistente alla poltrona perchè volevo provare un nuovo settore che mi ha sempre incuriosita e che mi facesse affacciare direttamente sul lavoro. Così è stato attraverso la pratica e anche facendo la teoria in studio dentistico a contatto con l’ambiente professionale. Mi sono trovata bene con la dottoressa in quanto è una persona molto disponibile anche al di fuori delle lezioni per un aiuto. E’ un corso che aiuta anche a migliorare a livello personale perchè devi metterti in gioco e impegnarti per farcela.

Alexandra Beta

Assistente alla Poltrona Alexandra Beta

Ho scelto di frequentare questo corso subito dopo la maturità, visto che non mi sono iscritta all’università, per un motivo di pratica, come anche gli altri corsi che offrono. In più potevo avere un attestato, il quale magari in futuro, mi aiuterà a trovare lavoro. Durante il corso ho imparato tantissime cose, ad una persona può sembrare facile il lavoro di un’assistente, ma è tutto il contrario, ed è molto interessante. Ovviamente nulla è facile nella vita, e neanche questo corso. Ci sono cose che uno può capire al volo e altre no. Essendo alla fine del corso, posso dire che è stato positivo, tutto il personale è stato molto gentile, anche il dottore che si è messo a disposizione per ognuna di noi.

Sara Bufalini

Assistente alla Poltrona Sara Bufalini

Mi chiamo Sara Bufalini, ho fatto il corso di assistente alla poltrono qualche anno fa. Grazie alla scuola ho trovato lavoro subito dopo l’esame finale. E’ stato un corso molto esauriente e professionale e mi ha dato la possibilità di imparare e mettere in pratica il lavoro che tutt’ora svolgo. Lo consiglio vivamente a persone che abbiano voglia di imparare un interessante e molto stimolante lavoro.

Loredana Leonte

Assistente alla Poltrona Loredana Leonte

Un’esperienza bellissima, molto interessante e accattivante nello stesso tempo, con molte cose nuove da imparare e vedere. Mi sono trovata benissimo nell’ambito, ho capito veramente che è questo il lavoro per me e grazie alla dottoressa, che è bravissima come docente, sono riuscita a crescere e approfondire meglio il corso per assistente alla poltrona odontoiatrica in generale.

Manuela Borella

Assistente alla Poltrona Manuela Borella

Frequentando il corso di assistente alla poltrona ho avuto la possibilità di imparare un mestiere da me molto desiderato. E’ stato un corso molto impegnativo ma la dottoressa (nostra insegnante) e la scuola non hanno deluso le mie aspettative. Ho trovato la pratica molto più facile rispetto alla teoria perchè grazie ad essa ho potuto capire e vedere cose che nella teoria risultavano molto complicate. Un bellissimo corso che non esiterei a rifare.

Mara Catto

Assistente alla Poltrona Mara Catto

Ho scelto di fare il corso perchè penso che il mestiere di assistente possa darmi sbocchi lavorativi e volevo avere una preparazione adeguata. Il corso è stato molto interessante, penso mi abbia dato l’istruzione adeguata per poter svolgere la professione di assistente. Le spiegazioni sono state esaustive e il dottore è stato disponibile a rispiegare argomenti che subito non erano stati capiti. In cocnlusione il corso mi è piaciuto e penso mi sarà molto utile.

Roberta Ruggero

Assistente alla Poltrona Roberta Ruggero

Ho scelto questo corso perchè sul mercato del lavoro è ricercato, e ritengo che sia un’ottima opportunità perchè è un mestiere dove aiuti il paziente a trovare “benessere”. Il corso è stato gradevole, ho visto e provato a fare tutto quello che un’assistente deve e non deve fare. Per imparare tutto non basterebbe un anno di lezione tutti i giorni. Gli argomenti sono tanti le cose da sapere anche, ma con la buona volontà, impegno e tanta pratica in studio, si impara ad essere una buona assistente. Non è un corso da prendere sotto gamaba, bisogna studiare di volta in volta, chiedere spiegazioni quando non si capiscono gli argomenti! Consiglio a chi vuole intraprendere questo corso di studi di farlo in questa scuola perchè sono tutti disponibili, aiutano e ascoltano le richieste degli studenti. OTTIMA SCUOLA! OTTIME PERSONE! OTTIMO CORSO DI STUDI!

Sonia

Assistente alla Poltrona Sonia

Ho trovato il corso di assistente alla poltrona un corso impegnativo, che richiede un certo impegno e soprattutto uno studio costante. Grazie a questo corso ho imparato a relazionarmi con le persone e ad avere molta più autostima in me stessa e nelle mie capacità. La cosa che mi ha più colpita di questo corso è l’impegno che gli insegnanti ci mettono per aiutarci a migliorare e soprattutto per aiutarti a capire quello che sbagli, perchè lo sbagli e come migliorare.

Stefanica

Assistente alla Poltrona Stefanica

Sono venuta a fare il corso per assistente alla poltrona, perchè dopo che ho finito l’università di comunicazione e relazioni pubbliche, non ho trovato niente di lavoro e ho pensato di provare in un altro campo. Della pratica, la parte di chirurgia mi è piaciuta di più ma in generale il corso è stato molto interattivo. Il dottore ha avuto pazienza con noi e rispondeva a tutte le nostre domande.